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Cucina Sovversiva nasce a gennaio del 2016 per impostare un’idea di cucina al tempo stesso ecologica, sostenibile, etica, sociale e anarchica. La nostra idea di cucina trova i suoi ingredienti nei mercatini dei circuiti dei produttori etici (vedi Genuino Clandestino) che rifiutano il lavoro salariato e nei gruppi di acquisto che vi fanno riferimento. Crediamo che una cucina anarchica debba utilizzare ingredienti prodotti senza sfruttamento di lavoro umano. Lo abbiamo stabilito fin dall’inizio nel nostro manifesto.
In questi 3 anni abbiamo sperimentato molto e cercato una soluzione alla questione di ridurre il consumo dalla grande distribuzione, seppure biologica, e di preparare prodotti simili alla carne per il consumo vegetariano e vegano che non vuole rinunciare a sapori e abitudini tradizionali. Siamo riusciti ad ottenere dei prodotti molto interessanti dalla fermentazione di legumi secchi impastati con farine grezze, risolvendo il problema di ottenere un prodotto genuino, di poter reperire gli ingredienti da contadini di fiducia e di utilizzare un procedimento non industriale ma artigianale che si può utilizzare in casa.

Il nostro progetto è quello di costituire un’associazione e promuovere uno stile di vita che sia propenso al consumo da piccoli produttori etici piuttosto che dalla grande distribuzione. Potrebbe essere interessante a questo scopo la registrazione di un marchio collettivo da eventuale speculazione ed attribuzione da parte di aziende che non fanno parte della rete.

Per avviare questo progetto stiamo raccogliendo fondi e siamo disponibili ad organizzare degli eventi durante i quali presentare il nostro progetto, discutere insieme e degustare i prodotti di Cucina Sovversiva. L’invito è rivolto a circoli libertari, associazioni culturali e gruppi di acquisto. Contattaci per chiedere informazioni.

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Il nostro Progetto

Cucina Sovversiva nasce a gennaio del 2016 per impostare un’idea di cucina al tempo stesso ecologica, sostenibile, etica, sociale e anarchica. La nostra idea di cucina trova i suoi ingredienti nei mercatini dei circuiti dei produttori etici (vedi Genuino Clandestino) che rifiutano il lavoro salariato e nei gruppi di acquisto che vi fanno riferimento.

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